LA FORMAZIONE

 

COSA ACCADE QUANDO NON FORMI I TUOI COLLABORATORI

 


 

 

 

Se non sei il personal trainer dei tuoi collaboratori significa che si “allenano” come gli pare e  quindi si possono creare un po' di problemi perché la conseguenza  è che si sentano un po' abbandonati a se stessi.

 

 E come lasciare un atleta in vasca e dirgli “vai allenati” e sperare che lo faccia come si deve.

 

Magari può accadere che è ci sia qualcuno estremamente motivato che riesca davvero a fare tutto bene e da solo.

 

Se non diventi realmente il personal trainer nei confronti dei tuoi collaboratori le problematiche che si possono innescare sono diverse:

 

Da una parte, rispetto al servizio che la tua piscina propone, può accadere che i tuoi collaboratori, per lo stesso ruolo, per lo stessa azione che le/gli dici di fare, possano farla diversamente o farla meno accurata.

 

Se dici al personale della segreteria di vendere degli abbonamenti o di telefonare ai clienti, magari uno lo fa in un modo e uno lo fa in un altro.

 

Uno dei grossi problemi se non fai formazioni, se non riallinei i tuoi collaboratori è quello che il servizio che dai ai tuoi clienti e quello che loro percepiscono potrebbe essere percepito in maniera differente.

 

L’altra problematica invece è legata al tuo ruolo di  gestore, alla tua leadership.

 

Se non ascolti i tuoi collaboratori, se li lasci un po' scollati da te perché si sentiranno poco motivati a lavorare, si sentiranno un po' abbandonati a se stessi, lasciati lì un po' a presidiare il territorio, senza grossi supporti.

 

Il gestore personal trainer che controlla e sta dietro ai propri collaboratori prevede comunque il possibile “cazziatone” in ogni istante (“non l'hai fatto o l'hai fatto male, ti avevo detto di farlo diversamente”), ma per poterli migliorare e dirgli bene come vorresti che facessero una determinata azione, lo devi e puoi fare, ma attraverso un percorso quotidiano di formazione.

 

Così i tuoi collaboratori cominciano anche a fidarsi ed affidarsi a qualcuno che li sostenta, che li affianca tutti i giorni, piuttosto che a qualcuno che gli paga lo stipendio per stare lì, allo sbaraglio di fronte ai clienti.

 

Quando questo accade, succede che ognuno fa veramente come gli pare e nel tempo lo faccia nella maniera peggiore in assoluto cioè quella che gli fa risparmiare più “energie” cioè adattando la comunicazione, il suo lavoro, ad una sorta di pilota automatico dove fa le stesse cose tutti i giorni allo stesso modo.

 

Essere scollati dai tuoi collaboratori, lanciarli allo sbaraglio è la peggiore cosa che tu posso fare.

 

E’ la logica del generale e dei suoi soldati: i soldati credono al loro generale quando lui c'è, esiste, quando gli dà il supporto anche morale e tecnico, in questo caso, per poter far bene.

 

Tutte le domande irrisolte del tuo collaboratore, senza una formazione adeguata, non possono essere risolte.

 

Domande personali, di lavoro, di rapporto con i clienti, con i fornitori, ecc. ecc.

 

Non rispondere alle esigenze dei tuoi collaboratori  significa che la tua piscina lavora molto peggio di uno standard ottimale perché nel dubbio i collaboratori.... non “lavorano”.

 

Potresti avere anche dei collaboratori che nel tempo  diminuiscono sempre di più la loro motivazione, la loro ragione di esistere all'interno di un progetto gestionale e quindi si va a finire in uno dei paradossi peggiori dove da una parte abbiamo il gestore che giustamente si lamenta che il collaboratore non fa esattamente quello che lui decide o come lo vorrebbe e dall'altra parte in realtà hai un collaboratore che non sa realmente cosa dovrebbe fare, come lo dovrebbe fare per, non solo far felice il proprio datore di lavoro, ma nella realtà riuscire ad ottenere i risultati che la gestione della tua piscina si aspetta dal suo lavoro.

 

Il rischio è che si crei questo circolo vizioso ma deleterio e quindi, proprio per questo,

 

EMOZIONE+MOTIVAZIONE=APPRENDIMENTO

 

 

Buon lavoro, forza e fatturare

 

www.gestionesostenibile.com

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