DIMMI CHE ISTRUTTORE HAI… E TI DIRÒ CHE COORDINATORE SARÀ

 


Come potrai immaginare, tutti hanno delle caratteristiche che li rendono idonei o meno ad un ruolo.

L’ideale è capire chi potrà davvero essere il tuo futuro braccio destro… ma non solo!

È molto probabile che il tuo stesso istruttore, a un certo punto, non vorrà più limitarsi a restare dov’è e si sentirà pronto a fare altro: quel salto di "carriera" di solito coincide con la nomina a coordinatore e successivamente a direttore sportivo.

È per questo che prima di prendere decisioni di un certo peso è fondamentale saper riconoscere chi hai davanti e non commettere passi falsi di cui pentirti amaramente.

Vediamoli uno per uno!

Candidato 1:

istruttore improduttivo e cacciatore di compensi

 

Per quanto riguarda l’istruttore improduttivo, moltissimi gestori decidono di promuoverlo perché “è qui da anni, voglio coinvolgerlo di più”.

Il punto è che chi fa parte della famiglia degli improduttivi, non solo non va bene come istruttore: se promosso, si trasforma in un irresponsabile che genera alibi e non risolve i problemi.

Anzi, spesso ne crea di nuovi sia a se stesso che a tutto il team.

Tanto per dirla a denti stretti, non sarebbe neanche dovuto arrivare a mettere piede nella tua piscina, perché non ci sono vantaggi nell’averlo in squadra.

Qualcuno lo tiene per coscienza, senso di responsabilità e spirito di aiuto verso il prossimo.

Il punto è che se lo promuovi, l’unica evoluzione possibile per lui è quella di virus a piedi sciolti all’interno della piscina, con in più l’autorevolezza di dire cosa è giusto o sbagliato.

Per tagliare corto su questo soggetto, la prima grande scrematura nel nostro TOTO-Coordinatore è proprio imparare a riconoscere il cacciatore di compensi per tenerlo alla larga.

Candidato 2:

istruttore disponibile e bravo nel servizio verso gli allievi

 

l secondo passo nel nostro TOTO-Coordinatore è scartare gli operativi.

Se il coordinatore fosse un prodotto finale, la figura operativa sarebbe un prodotto semilavorato, incompleto per la tua attuale esigenza.

Se ce n’erano due e uno è già stato eliminato…

Esatto, neanche l’istruttore disponibile riesce a passare al girone successivo.

Il motivo è che è molto in gamba nello svolgere il suo lavoro e oltre a rendere gli allievi molto contenti, è una persona preparatissima da un punto di vista tecnico.

Chi fa parte di questo gruppo può in realtà diventare un valido coordinatore.

È uno specialista del prodotto/servizio e potrebbe occuparsi con successo di tantissimi tirocinanti.

Sarebbe tuttavia talmente saturo nel seguire i suoi allievi che se messo a svolgere un ruolo più alto e ampio, finirebbe per svolgere il lavoro di prima, con una sorta di “centralino extra” per fare ogni tanto un check sugli istruttori.

Ha delle ottime relazioni, ma non presenta la personalità e il carattere per seguire altre persone e, soprattutto, per sbloccarle.

Il motivo per cui lo stiamo scartando per il ruolo di coordinatore è che finirebbe per spiegare tutto lui invece che guidare la sua squadra.

Promuovendolo a un ruolo che non può svolgere, finirai per perdere il bravo istruttore e inoltre ritrovarti senza neanche il coordinatore.

La strada è puntare direttamente su chi è più autonomo, che riesce a muoversi senza problemi in delega, anche se con la dovuta formazione.

I due che corrispondono a questa scrematura sono l’individualista e il professionista.

Analizziamo in ordine i finalisti!

 

Candidato 3:

istruttore efficace e individualista

 

L’individualista può sembrare l’uomo giusto da promuovere a coordinatore.

 

C’è solo un limite.

 

Il suo individualismo, a lungo andare, influirà tanto sugli istruttori… e purtroppo non in modo positivo.

 

Se promosso a coordinatore si rivelerebbe un leader coercitivo che genera turnover: ha molto talento come coordinatore ma ha alte probabilità di non riuscire a svolgere con successo il suo nuovo ruolo di guida all’interno di un team.

 

In più, se è individualista vuol dire che non è grato alla società: condizione fondamentale per rispettare il criterio della meritocrazia del vivere la società con forte senso di appartenenza.

 

In un ruolo di maggiore responsabilità, tenderà a dominare gli altri.

 

Di conseguenza, chi sa fare il suo lavoro non si sentirà valorizzato: andranno via in tanti e in società ti resteranno i meno bravi o gli esecutori.

 

In altre parole, perderesti:

  • L’istruttore molto forte che hai promosso a un nuovo ruolo;
  • il coordinatore nuovo di zecca, non adatto a quella posizione;
  • buona parte del team, che abbandona la nave caduta nelle mani di un leader coercitivo che, per precauzione, qui sotto ti dirò come riconoscere fin da subito per evitare che entri a far danni (poi torniamo al vincitore del TOTO-coordinatore).

Come riconoscere il coordinatore coercitivo dal suo curriculum

 

Se dovessi trovarti nella situazione di selezionare un coordinatore dall’esterno, hai un modo per riconoscere il coordinatore efficace individualista.

 

Gli indizi lampanti saranno nel curriculum.

  • 5-6 anni come istruttore nella stessa società, seguiti da una breve esperienza come coordinatore;
  • esperienze lavorative in altri posti di brevissima durata, anche meno di due anni.
  •  
  • Un simile CV ti dice che dopo la promozione ha iniziato a vendersi nel mercato come coordinatore, ma, proprio come nella precedente società, in ogni nuovo incarico ha trovato delle difficoltà che non è riuscito a superare.

 

Da solo è una macchina da guerra, ma gli mancano le condizioni caratteriali per avere successo attraverso le persone.

 

Il mio suggerimento è di tenerlo in società come campione e gratificarlo in modi che non implichino la promozione al ruolo di coordinatore.

Candidato 4:

Istruttore produttivo e Aziendalista

 

La successiva scrematura, all’interno dei due tipi di istruttore pronti a lavorare in delega, va fatta tra quelli con una mentalità aziendalista.

 

Esatto: ne resta solo uno.

 

Scrematura finita!

 

E finalmente… è lui.

 

Il miglior candidato al posto di coordinatore è il PROFESSIONISTA PRODUTTIVO AZIENDALISTA.

 

È la figura che hai costruito in società pezzo per pezzo; una persona pronta a trasformarsi in un leader specialista in grado di generare altri leader.

 

È l’istruttore che diventa una fucina di persone.

 

Ti permette di costruire il team e creare dei piani solidi per le persone. 

 

Non sarai continuamente impegnato a cercare i campioni fuori: avrai il supporto giusto per costruirli da dentro.

 

Nella scala dell’autorevolezza è il professionista con autorevolezza specialistica: motiva gli istruttori a seguire un modello efficace e costruisce una rete di persone in grado di sviluppare la cultura all’interno della società.

 

È il professionista capace di costruire un vivaio di istruttori legati al tuo progetto, a cui stanno cuore sia i risultati che le persone.

 

Quanto tempo serve per creare un coordinatore da zero?

 

Ora che abbiamo capito come riconoscere un futuro coordinatore a partire dalla sua carriera come istruttore, la domanda più lecita che possa venire in mente è in quanto tempo avviene la trasformazione.

 

L’unica risposta che mi sento di darti è: più di quanto vorrebbe qualsiasi gestore.

 

Quando uno sconosciuto entra nel tuo team, per farne un super istruttore come lo desideri, puoi impiegare anche 2 o 3 anni – posto che lui sia collaborativo e ricettivo.

 

Dopo di che dovrà essere accompagnato verso la strada per diventare coordinatore. 

 

A questo punto le tempistiche sono un’incognita legata sia al candidato che a chi lo prepara.

 

È un lavoro impegnativo per te che dovrai seguirlo nel modo corretto, ma anche per lui che per fare salti di qualità dovrà metterci impegno, costanza, dedizione.

 

Ma non preoccuparti, non è solo un calvario: se questo sforzo è stato diretto sulla persona giusta, sarai testimone di una graduale e meravigliosa trasformazione.

 

Buon lavoro!!!

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